
A Bologna ci sono tre luoghi imprescindibili per qualunque turista: il complesso di Santo Stefano, la Basilica di San Domenico e il Santuario di Santa Maria della Vita. Quest’ultimo, in particolare, è una vera chicca: chi entra non può non rimanerne affascinato.
Inoltre, il Santuario custodisce quello che è uno dei capolavori della scultura del Quattrocento italiano: il Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dell’Arca. E’ senza ombra di dubbio una delle opere che meglio rappresenta l’arte locale tra medioevo e rinascimento: la forza espressiva che sprigiona ogni figura del gruppo scultoreo non ha pari nell’arte italiana dell’epoca. E’ proprio quella drammaticità che ha sempre contraddistinto l’arte bolognese dalla composta arte fiorentina. Quell’urgenza di vivere. Basti guardare la drammatica corsa di Maria Maddalena sull’estrema destra. Quell’urlo… sembra proprio di poterlo sentire.
E’ da questo gruppo scultoreo che nasce il progetto fotografico “La figura mancante” di un giovane studente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna: Giuseppe Anthony Di Martino.
Abbiamo conosciuto Giuseppe in occasione della biennale di Foto/Industria, durante la quale si è occupato di mediazione culturale all’interno della mostra di Pierre Gonnord. Chi meglio di un giovane fotografo poteva spiegare al pubblico lo sguardo di un grandissimo maestro?
Chissà se proprio durante la biennale è nata l’ispirazione per la mostra!
“La figura mancante” nasce dalla ricerca dell’ipotetica ottava figura che in origine andava a completare il gruppo scultoreo. L’artista attende pazientemente che lo sguardo dei visitatori incontri le sette figure del Compianto generando un intimo rapporto tra lo spettatore e l’opera e catturando quest’attimo con il suo obiettivo. Il risultato è un autentico esempio di “partecipazione attiva”.
La mostra è composta da sette piccole fotografie in bianco e nero, di formato quadrato, montate su pannelli di color grigio chiaro. L’allestimento è creato su un gioco di luci che fanno da tessuto narrativo. Il dialogo tra spettatore-fruitore e opera stessa genera quello che l’artista definisce “osservazione dell’osservazione”.
L’esposizione diventa così un’originale lettura contemporanea dell’opera quattrocentesca e un felice pretesto per tornare a godersi, ancora una volta, Santa Maria della Vita.
A noi di questa mostra è piaciuto tutto: l’idea, le opere, l’allestimento e, l’avrete capito, l’artista!
“La figura mancante”
Museo della Sanità e dell’Assistenza
Complesso monumentale di Santa Maria della Vita
Via Clavature 8-10, Bologna
30 Aprile – 15 Maggio 2016
Ingresso gratuito