
Foto/Industria 2015: voglio parlarvi dei contenitori
Posted by Gabriella Castelli | News | No CommentsIl lavoro delle PR e dell’organizzazione di eventi è usurante al pari di professioni facilmente riconducibili ad ambienti malsani o mansioni faticosissime. Però – e c’è un grande però – questo lavoro ti offre possibilità impagabili.
Tra queste permettetemi di parlarvi di FOTO/INDUSTRIA, voluta dalla Fondazione MAST. Non voglio scrivervi delle mostre straordinarie curate da François Hébel, per questo lascio la parola agli esperti che hanno voluto parteciparvi e ai tanti giornalisti che hanno voluto parlarne. Non desidero neppure sottolineare le imperdibili occasioni di incontro che si stanno alternando in quella meraviglia che è il MAST: per questo è sufficiente una connessione al sito FOTO/INDUSTRIA.
Voglio parlarvi dei contenitori.
Approfittate delle mostre e scoprite o riscoprite le ricchezze che sono nei nostri Musei cittadini.
Solo per citarne alcuni, prendetevi un po’ di tempo e fatevi stupire dalle costruzioni magnifiche di LaChapelle alla Pinacoteca Nazionale e poi salite al primo piano: in un restauro che segna la storia della nostra architettura, perdetevi nelle tele dei Carracci o di Guido Reni, scoprite i ritratti di Lavinia Fontana. Non ve ne pentirete.
Proseguite il percorso suggerito nelle mappe di F/I e arrivate a Palazzo Poggi, per trovare gli scatti luminosi di Léon Gimpel. Qui siete obbligati a percorrere qualche sala di questo che, a mio avviso, è uno degli scrigni della conoscenza. Magari fatevi guidare dai bambini che meglio di noi sanno stupirsi!
Dopodiché, camminate altri cinque minuti e fatevi commuovere dagli scatti di Kathy Ryan, che ha saputo trovare il fascino della vecchia sede del New York Times nella luce del nuovo edificio firmato da Renzo Piano… poi salite nelle stanze del Museo Internazionale della Musica. E’ un gioiello dove hanno trovato casa strumenti antichi, ritratti, il modello del Teatro Comunale. Sono sale di un palazzo perfettamente restaurato e allestito con la classe e l’eleganza degna della Prima delle Prime.
Un’altra doppia sorpresa in Santa Maria della Vita. Vi consiglio quasi di tenerla per ultima, la potenza emotiva di Pierre Gonnord trova nel piccolo gioiello incastonato in via Clavature la sede ideale. Le mura del XVII secolo racchiudono infatti un altro capolavoro di espressività: il Compianto Sul Cristo Morto di Niccolò dell’Arca. Niente di più intenso, niente di più emiliano!
In via Farini, a Casa Saraceni, troverete le locomotive di Winston Link e, girando lo sguardo, le opere di Arturo Martini che vi entreranno nel cuore.
Se volete visitare le mostre di F/I in compagnia dei bambini, al Museo della Storia di Bologna troverete il posto ideale dove passare un bellissimo pomeriggio in famiglia. Qui potrete prima ammirare le foto di Hein Gorny e poi divertirvi a fare un viaggio nel tempo: le alterne vicende della storia locale sono qui raccontate in modo innovativo, con tecniche espositive scenografiche e interattive per molti versi inedite nel nostro Paese.
A pochi passi, a Palazzo Pepoli Campogrande, dove sono esposte le potenti fotografie di Edward Burtynsky, dovrete ricordarvi anche di alzare gli occhi al soffitto: la decorazione delle volte interne e dei saloni è avvenuta negli ultimi trent’anni del Seicento ed è un esempio straordinario di arte pittorica bolognese della fine del XVII secolo, con scene caratterizzate da magnifici sfondati. Qui si sono alternati artisti quali Canuti, Crespi, Creti e i Rolli… insomma, da non perdere!
La classica facciata di un palazzo senatorio bolognese del XV secolo diventa il biglietto da visita della sede della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna: Palazzo Paltroni. Entrando dal bel portale principale, decorato da una cornice bugnata, potrete notare lo stemma nobiliare posto al centro della chiave di volta. Qui, grazie ai recenti restauri che hanno reso il piano terra uno spazio adibito a mostre ed eventi, trova posto lo sguardo poetico di Gianni Berengo Gardin.
Allo Spazio Carbonesi, palazzo che apre le sue porte solo in queste specialissime occasioni, salirete sulle grandi navi e i container di Luca Campigotto e incontrerete i simpaticissimi Gruppi di lavoratori di Neal Slavin.
Quando andrete a vedere le coloratissime fotografie di Hong Hao al MAMbo, approfittatene anche per visitare la mostra Gradi di libertà, ideata e prodotta dalla Fondazione Golinelli in collaborazione con il museo. L’esposizione tratta un tema di stringente attualità: dove e come nasce la nostra possibilità di essere liberi o di non esserlo? Insomma, un pomeriggio perfetto per gli amanti del contemporaneo!
Uscendo dal centro storico, alla fine di via Saragozza, troverete Villa delle Rose: una splendida dimora edificata nella seconda metà del Settecento che solo verso la fine degli anni ’20 il Comune di Bologna adibì a sede della Galleria D’Arte Moderna. Tuttavia, durante la Seconda Guerra Mondiale la Villa venne utilizzata come ospedale… sarà per questo che la mostra dedicata al chirurgo coreano Jason Sangik Noh l’hanno allestita proprio qui?
Prendetevi un po’ di tempo, fatevi questo regalo. Ogni mostra merita la vostra attenzione, ogni contenitore esige la vostra attenzione. Sono certa che vi stupirete e che sarete ancora più consapevoli di questa Dotta Bologna oggi più ricca grazie a Foto Industria.